CHATGPT3: LA RIVOLUZIONE DELL’APPRENDIMENTO AUTOMATICO

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Ultimamente si parla molto di ChatGPT3. Ma cosa è? Quali sono le opportunità e i rischi di questa innovativa tecnologia? Si tratta di un’ intelligenza artificiale molto evoluta, un modello linguistico generativo basato su una rete neurale artificiale di tipo transformer pre-istruito, creato da OpenAI per dialogare con gli esseri umani nella maniera più naturale possibile in grado di prevedere la parola successiva a un insieme di frasi già scritte. Rispetto alle tradizionali tecniche di NLP, Natural language processing, i Transformer consentono di elaborare frasi più complesse senza perdere il contesto della frase stessa.

GPT-3 è un modello di previsione linguistica autoregressivo assolutamente innovativo che utilizza il deep learning per produrre testi simili a quelli umani con lo scopo di fornire al sistema la capacità di prevedere quale sarà la prossima parola nell’ambito di una frase o di un insieme di frasi.

Stiamo assistendo a una grande rivoluzione: i modelli di intelligenza artificiale si stanno evolvendo. La grande disponibilità di dati digitalizzati, l’evoluzione dei computer, le nuove tecniche di manipolazione del linguaggio e gli algoritmi perfezionati stanno alimentando la rivoluzione dell’apprendimento automatico. I modelli vengono addestrati all’apprendimento utilizzando milioni di esempi liberamente basati sull’architettura neurale del cervello.

Ma quando ha origine il nuovo modello linguistico.  Nel 2017, grazie alla collaborazione tra Google e l’Università di Toronto viene pubblicato il paper “Attention is all you need” che rivoluziona il mondo del NLP. Descrive un nuovo modo di interpretare il testo di una frase: attraverso un meccanismo di attenzione un Transformer cerca di ricordare i precedenti componenti base della frase e questo permette di elaborare frasi più complesse e avere una maggiore comprensione della frase stessa. Un anno dopo OpenAI pubblica “Improving Language Understanding by Generative Pre-Training”.  Nel documento si presenta una ricerca che segnerà la nascita del primo modello Generativo GPT, ovvero un modello statistico-matematico, in grado di generare dati basandosi su una probabilità congiunta.

Arriva successivamente ChatGPT,  la soluzione conversazionale di OpenAI. Si tratta di un algoritmo basato su GPT3 e ottimizzato per interagire con l’utente attraverso un dialogo. Quello che rende ChatGPT avanzata rispetto ad altri modelli, è la capacità di adattare le sue risposte basandosi sui feedback degli utilizzatori, seguendo un modello probabilistico che simula il linguaggio naturale e creando una vera e propria conversazione sensata e performante.

La qualità del testo generato da GPT3 è talmente alta che può essere difficile determinare se è stato scritto o meno da un essere umano. Immaginiamo quanto si potenzierebbe la sensazione di parlare con una persona se invece di una conversazione testuale diventasse vocale, e ancora se avesse anche un avatar 3D. Ma come tutte le tecnologie di intelligenza artificiale, sempre molto discusse anche la chatGPT3 alimenta pareri contrastanti.

Mentre il filosofo australiano David Chalmers descrive GPT3 come “uno dei più interessanti e importanti sistemi di intelligenza artificiale mai prodotti”,  Gary Marcus, professore emerito di psicologia e scienze neurali alla New York University, definisce GPT3 un “bullshit artist”, che non impara nulla sul mondo, ma solo su come le persone usano le parole.

Sviluppando da anni tecnologie di intelligenza artificiale ne conosciamo le potenzialità e i rischi. Spesso erroneamente le persone sono portate a pensare che un giorno l’intelligenza umana potrà essere sostituita o replicata dall’intelligenza artificiale. È vero che questo nuovo sistema manipola per così dire superficialmente i simboli, non comprendendone probabilmente le relazioni con il mondo reale.  Ma crediamo che i nuovi modelli linguistici sempre più innovativi, l’utilizzo intelligente dei dati disponibili nel web e il perfezionamento degli algoritmi potranno assistere le persone rendendo la loro vita più semplice e in alcun modo potranno sostituirsi ad essi. Infine, tecnologie all’avanguardia come questa non potranno che migliorare la vita delle persone ma solo se utilizzate con intelligenza (umana).