PNRR: CHI È IL RESPONSABILE PER LA TRANSIZIONE DIGITALE (RTD) E COSA FA.

Transizione digitale e PNRR sono i fondamenti per la trasformazione digitale della PA e per lo sviluppo di servizi pubblici digitali accessibili e facilmente utilizzabili in grado di avvicinare cittadini e Pubblica Amministrazione. Come ben sappiamo oggi è in atto un importante piano di investimenti per digitalizzare il paese entro il 2026. Molte pubbliche amministrazioni, in modo particolare i Comuni stanno ormai da tempo affrontando questa sfida e si sono dotate come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), del Responsabile per la transizione digitale (RTD).

Ma chi è il Responsabile per la transizione al digitale e da quando ne sentiamo parlare?
Si tratta di una figura strategica interna a tutte le pubbliche amministrazioni utile per la trasformazione digitale della PA. Rappresenta una delle novità più interessanti introdotte con gli interventi di modifica al Codice dell’Amministrazione Digitale e deve essere in grado di incentivare e guidare il percorso delle strutture deputate a governare i processi di innovazione all’interno delle pubbliche amministrazioni.

Le sue principali funzioni sono quelle di garantire operativamente la trasformazione digitale dell’amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di nuovi modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini. Dotato di adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali deve prendere decisioni strategiche e svolgere un ruolo trasversale.

La sua introduzione risale al Codice dell’Amministrazione Digitale D.lgs. 82/2005 e successivamente è stata ufficializzata con i DL 179/2016 e 217/2017 di modifica al CAD, e disciplinata dall’art. 17 (del CAD stesso).

Nel DL 179/2016 si estende a tutte le amministrazioni l’individuazione di un ufficio dirigenziale a cui affidare la transizione alla modalità operativa digitale.

Con il DL 217/2017 nasce il concetto di Responsabile per la Transizione Digitale, integrando i suoi compiti con il coordinamento e la diffusione dei sistemi di identità e domicilio digitale, integrazione e interoperabilità tra i sistemi della PA e acquisti di soluzioni e sistemi informatici.

Fino a ottobre del 2018, rimane per lo più una figura sconosciuta o comunque poco conosciuta a livello di amministrazioni locali.
Il cambio di rotta avviene grazie alla Circolare n. 3/2018, adottata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione che sollecita tutte le amministrazioni pubbliche a individuare un Responsabile per la transizione al digitale. Inoltre, invita a definire con atto organizzativo l’ufficio dirigenziale al quale attribuire i compiti per la transizione digitale.


Quindi, date le indicazioni ufficiali, come si stanno comportando i Comuni della Sardegna?
Purtroppo non bene, infatti si stima che l’80% dei Comuni Sardi non riuscirà a utilizzare i fondi messi a disposizione. Questo perché oltre a una generale difficoltà di accesso alla richiesta dei contributi mancano totalmente le figure professionali tecniche adatte a svolgere al meglio tale ruolo. Questa stima ovviamente si proietterà negativamente sulle aziende del territorio che non potranno assolvere al loro ruolo di fornitori di servizi e prodotti e dunque beneficiare a loro volta dei contributi creando in ultimo un danno immenso allo sviluppo generale del nostro territorio.
Inoltre, molti Comuni soprattutto i più piccoli hanno nominato come Responsabile per la Transizione Digitale il segretario comunale o un tecnico informatico che fino a oggi non avevano certamente mai gestito un programma di digitalizzazione a lungo termine e non hanno competenze tali da poter ricoprire il ruolo da manager dell’innovazione.


In che modo allora è possibile supportare i Comuni e garantire loro l’accesso ai fondi e la piena realizzazione dei progetti?
Noi crediamo che l’idea migliore, soprattutto per i comuni più piccoli sia creare una sinergia tra pubblico e privato attraverso l’integrazione di una figura che potrebbe essere un professionista o un azienda esperta in processi di innovazione che istruisca i tecnici e li affianchi durante il percorso di trasformazione digitale mettendo a disposizione le proprie competenze per il raggiungimento degli obiettivi nel minor tempo possibile.
I contributi ci sono, le idee non mancano e sono tante le opportunità. È il momento per coglierle.